
Una considerevole parte degli esperti del settore, tuttavia, ha messo in guardia gli investitori, avvertendo che si tratta di un fenomeno di breve durata.
Una considerevole parte degli esperti del settore, tuttavia, ha messo in guardia gli investitori, avvertendo che si tratta di un fenomeno di breve durata.
I future sono tra gli strumenti più utilizzati per investire nelle materie prime, tuttavia gli esperti sono concordi nel ritenere che siano adatti soprattutto agli investitori finanziari e agli speculatori.
Secondo alcuni analisti, tuttavia, anche nel corso del 2011 si verificherà una situazione analoga, a determinarla saranno alcuni fattori chiave.
Per questo motivo è d’obbligo operare un’attenta diversificazione del proprio portafoglio finanziario, soprattutto se si tratta di grosse somme di denaro. Per piccole somme di denaro, invece, il consiglio degli esperti è quello di includere i titoli di almeno cinque debitori.
Alcuni di questi, infatti, nonostante siano utilizzatissimi dai trader, sono sconosciuti a tutti coloro che non investono in questo mercato e quindi anche a coloro che scelgono di farlo per la prima volta. Per questo motivo proponiamo un glossario breve ed essenziale per capire il significato di alcuni tra i principali termini in uso.
Su mercati europei, dunque, complessivamente sono soltanto due i settori che mostrano un trend negativo, quindi il 70% dei titoli quotati sono in territorio positivo.
Essendo dei contratti standard, dunque, i futures non possono essere modificati dalle parti che con l’acquisto del contratto si impegnano ad acquistare l’attività sottostante secondo il prezzo e la scadenza prestabilita. Le attività sotostanti dei futures possono essere di vario tipo, a partire dalla materie prime fino ad arrivare alle attività finanziarie, passando per le valute e gli indici di Borsa.
Quello che più interessa agli investitori, tuttavia, è riuscire ad individuare i titoli che nel corso del prossimo anno registreranno le migliori performance. Tra questi figurano senza dubbio quelli appartenenti al comparto industriale, come Siemens e Fiat, quelli del settore tecnologico, come Sap e Stm e quelli del settore industriale di base o delle commodities, come Rio Tinto e Basf.
La maggior parte dei gestori e degli economisti, infatti, sono concordi nel ritenere che per le economie emergenti anche il 2011 sarà un anno più che positivo.