
L’annuncio, come anticipato, è stato dato in occasione della pubblicazione della prima semestrale 2012, che ha evidenziato una crescita sia dei ricavi che dell’utile netto.
L’annuncio, come anticipato, è stato dato in occasione della pubblicazione della prima semestrale 2012, che ha evidenziato una crescita sia dei ricavi che dell’utile netto.
Tale quota corrisponde ad oltre 178 milioni di azioni ordinarie, per un valore di Borsa che supera i 600 milioni di euro.
Nonostante la valutazione positiva arrivata dalla banca francese, stamani a Piazza Affari il titolo viaggia in territorio negativo segnando in tarda mattinata una flessione dello 0,77% a 16,76 euro.
Ad influire positivamente sull’andamento del titolo dell’azienda attiva nel settore del trasporto di gas naturale sono soprattutto le indiscrezioni circolate nel corso delle ultime ore e che parlano di un interessamento da parte di alcuni fondi arabi verso i pacchetti del 5% di Snam che Eni metterà sul mercato per scendere dall’attuale 50%.
Già prima della conferma definitiva gli analisti avevano espresso parere favorevole in merito a tale cessione, soprattutto per Eni.
Ad influire positivamente sull’andamento del titolo del colosso del cane a sei zampe è non solo l’andamento positivo dei principali indici azionari ma anche e soprattutto la valutazione positiva arrivata dagli analisti di JP Morgan.
Sono diverse, infatti, le banche d’affari che hanno deciso di esprimere rating “buy” sul titolo e quindi di consigliarne l’acquisto agli investitori. Tra questi figurano gli esperti di Banca Akros, secondo cui il titolo Eni al momento risulta sottovalutato, soprattutto in considerazione dei benefici derivanti dalla cessione di Snam e Galp e dalle previsioni relative al prezzo del petrolio, che dovrebbe continuare a salire anche nel 2013.
In crescita anche l’utile netto, che ha addirittura registrato un incremento del 42% a 3,62 miliardi di euro, mentre l’utile netto adjusted ha segnato un rialzo del 13% a 2,48 miliardi di euro.
Stando alle ultime indiscrezioni, infatti, tra il Governo e Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, sarebbero in corso delle trattative finalizzate alla predisposizione di una procedura di vendita in grado di soddisfare le esigenze di entrambe le parti e che avrebbero già portato ad una sorta di intesa.