
Nella nota mediante cui l’agenzia ha comunicato la decisione di rivedere il rating sul titolo del colosso energetico italiano sono state anche elencate le ragioni che hanno portato ad attuare il downgrade.
Nella nota mediante cui l’agenzia ha comunicato la decisione di rivedere il rating sul titolo del colosso energetico italiano sono state anche elencate le ragioni che hanno portato ad attuare il downgrade.
Anzitutto, il colosso energetico deve porre rimedio al suo indebitamento. Al riguardo, gli analisti francesi hanno sottolineato che il problema interessa principalmente l’Italia, dal momento che in America Latina si produce la maggior parte del flusso di cassa, ricordando che questo problema ha portato il management a tagliare il dividendo e a ridurre il suo payout dal 60% al 40%.
L’amministratore delegato del colosso energetico italiano, ricordiamo, ha replicato indirettamente alla supposizioni avanzate nei giorni scorsi dagli analisti di UBS, che avevano ipotizzato l’impossibilità che Enel riuscisse a raggiungere alla fine dell’esercizio in corso il target sull’indebitamento, fissato a 43 miliardi di euro.
Il margine operativo lordo è invece risultato pari a 4,4 miliardi, ovvero in flessione del 2,2% rispetto ai 4,3 miliardi di euro registrati nel primo trimestre dello scorso anno.
Il gruppo energetico italiano, infatti, a partire dall’esercizio 2012 inizierà a distribuire il 40% dell’utile, ossia in calo di 20 punti percentuali rispetto al 60% distribuito fino ad ora.
Enel ha infatti comunicato che alle emissioni obbligazionarie retail a tasso fisso (ENEL TF 2012-2018) e a tasso variabile (ENEL TV 2012-2018) è stato assegnato rating “A-” da Standard & Poor’s e Fitch, mentre Moody’s ha espresso rating “A3”.
Tra questi figura il declassamento attuato dagli analisti di Ubs, che hanno comunicato di aver portato il rating da “neutral” a “sell” e il target price da 3,25 a 2,75 euro.
Il colosso energetico italiano è infatti riuscito a coprire l’intero ammontare offerto, pari a 3 miliardi di euro, a fronte di una domanda pari a 5 miliardi di euro.
Ad influire positivamente sull’andamento del titolo del colosso energetico, che viaggia oggi in controtendenza rispetto ai principali indici azionari, sono sopratutto le indiscrezioni in merito all’andamento del collocamento di bond iniziato lo scorso lunedì, che pare abbia fatto registrare un vero e proprio record di richieste.