
Altro motivo che svantaggia la tenuta della liquidità sarebbe la mancata remunerazione che si avrebbe se si investissero in titoli per un breve periodo dai 3 ai 12 mesi.
Nel 2009 l’inflazione in tutta l’Europa è stata molto bassa infatti durante l’estate 2009 ha segnato valori con segno negativo..
Altro motivo che svantaggia la tenuta della liquidità sarebbe la mancata remunerazione che si avrebbe se si investissero in titoli per un breve periodo dai 3 ai 12 mesi.
Entrambe le due grandi banche centrali hanno dichiarato che non hanno fretta di abbandonare la politica di tassi bassi, quindi dal fronte tassi per il 2010 non dovrebbero esserci sorprese.
Questione molto più importante riguarda il futuro delle misure straordinarie, che le banche centrali, ma sopprattutto la Bank of England, hanno utilizzato per garantirsi la liquidità.
Nel 2010 si dovranno cogliere al volo quasi tutte le situazioni favorevoli agli investimenti, quelli a lungo termine e più remunerativi e con la maggior sicurezza in fatto di solvibilità garantiranno un ottimo guadagno ed investimento.
In quest’ultimo periodo sono ancora aumentati, infatti il prezzo del petrolio continua ad aumentare e si sta spingendo verso quota 100 dollari al barile, infatti la domanda dell’oro nero verso la fine del 2009 era aumentata portandosi attorno al 4%.
Infatti durante il 2009 i Blue Chips Europei come FTSE euro 100 hanno avuto un notevole incremento all’incirca del 21%,malgrado il primo trimestre che è stato negativo.
Nei mercati però si rileva un’apparente contraddizione, infatti il livello dei listini segnala una ripresa, e crescita economica, è molto vivace da seguire anche nei prossimi mesi, mentre nel lungo termine si segnala una ripresa piuttosto lenta.
In Europa il tasso di disoccupazione potrebbe sfiorare l’11% , mentre negli Stati Uniti d’America la quota potrebbe salire ancora più sopra del 10% attuale, fino a sfiorare il 15%.
Durante le fasi di forte turbolenza gli investitori si sono posizionati sul mercato più profondi e con maggiore liquidità, questa tattica ha fatto si che durante la crisi il dollaro se rivalutato a discapito degli aumenti dei prezzi delle materie prime e dell’oro, benché l’America fosse l’epicentro del sisma finanziario.
Questi problemi che si sono verificati con la finanza pubblica ci hanno trasmeso quindi un messaggio molto negativo, infatti si ha paura nei mercati di possibile default da parte degli stati, e dovuti per la maggior parte dalla finanza pubblica.
Questa crisi finanziaria ha fatto segnare il maggior incremento di debito pubblico della storia, negli stati più ricchi della terra,infatti gli stati sono subentrati al settore privato, creando aziende e posti di lavoro.
La cosa più giusta da dire è che la parte più distruttiva esi può definire passata, la crescita economica c’è ed è dimostrabile.