
Molti investitori infatti preferiscono adottare la tecnica dell’Earnings per share ovvero il guadagno sugli utili netti in base alle azioni in circolazione meglio conosciute come distribuzione dei dividendi.
Molti investitori infatti preferiscono adottare la tecnica dell’Earnings per share ovvero il guadagno sugli utili netti in base alle azioni in circolazione meglio conosciute come distribuzione dei dividendi.
Il blocco in borsa è avvenuto alle ore 17, quando da circa un’ora e mezza la borsa di Wall Street perdeva in apertura già l’1,46%, nello stesso momento la Borsa Italiana aveva annunciato il blocco del calcolo sull’indice FTSE MIB di Milano.
In loro soccorso è arrivata WeBank, la banca online del Gruppo Bipiemme che, per venire incontro alla esigenze degli investitori e al tempo stesso cercare di incrementare il numero dei suoi clienti, ha lanciato una nuova offerta che prevede il rimborso del costo del bollo per il periodo che va dal secondo semestre 2011 e fino a tutto il 2013.
In questo periodo, dunque, può risultare utile investire seguendo una tecnica che nella maggior parte dei casi si rivela un’ottima strategia di investimento, ovvero quella di scegliere i titoli azionari su cui investire in base alle previsioni sui dividendi.
Secondo una recente indagine, infatti, in caso di portafogli a basso rischio può capitare che il costo del bollo vada ad annullare completamente i profitti.
Gli errori più comuni che si commettono in questi casi vengono elencati da Panorama Economy, che mette in guardia gli investitori da alcune delle più frequenti banalità che si dicono in questi casi.
Secondo una recente indagine pubblicata su CorrierEconomia, infatti, l’oro rappresenta senza dubbio il miglior investimento se paragonato ad immobili, titoli di Borsa, e titoli di Stato, basti pensare che chi ha investito in oro 100.000 euro dieci anni fa si trova oggi a possedere ben 297.00 euro. Lo stesso investimento se effettuato tre anni fa avrebbe invece fatto lievitare la cifra iniziale fino a superare i 150.000 euro.
Al contrario, tuttavia, c’è anche chi suggerisce prudenza verso questa tipologia di investimento alla luce del fatto che al momento i prezzi risultano essere ancora molto elevati, circostanza che esclude in parte l’ipotesi di una forte rivalutazione nel tempo.
In merito alla convenienza di questa tipologia di investimento esistono diverse scuole di pensiero. C’è chi lo reputa un investimento conveniente a fronte dell’imminente ritorno dell’inflazione, della tenuta dei prezzi anche dopo la crisi del 2008 e del naturale apprezzamento del valore nel lungo periodo.
La posta in gioco, comunque, rimane altissima investendo questioni quali la solidità del nostro paese e la capacità italiana di rifinanziare il debito, valori che, a seguito degli eventi internazionali, erano stati messi fortemente in discussione.